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Movie Xmas!

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Fuori fa freddo. Forse nevica. Anzi, meglio se nevica. Urge tepore, urge emozione, urge pace, urge la sensazione che tutto vada bene: è Natale! Gesù nasce nuovamente per noi. Dietro le renne di tradizione nordica, dietro l’albero mutuato da altre culture, dietro il Babbo Natale della Coca-Cola, si cela il Mistero di un Bimbo che viene in mezzo a noi. Che magia! Poteva il cinema non sfruttare l’arrivo e il godimento di quelle ore in cui tutto o quasi pare fermarsi – perlomeno in Occidente – per fare posto a quella Notte? In effetti, no.
Pertanto il Natale ha sommato, nel corso del tempo (Im Lauf der Zeit, direbbe Wim Wenders), opere che hanno come protagonisti i Buoni Sentimenti, gli Happy Ends, le Sorprese Inattese. Come tralasciare l’archetipico La vita è meravigliosa, ovvero la massima espressione dell’ottimismo e del buonismo di Frank Capra? Con lui, i vari Miracolo della 34° strada (rifacimento di quello degli anni Quaranta di George Seaton) con un Richard Attenborough che passa da Jurassic Park a Babbo Natale in 12 mesi, i comici italici Botte di Natale, l’ultimo – ahimè spento – film degli immortali Bud Spencer & Terence Hill, e il frizzante La banda dei Babbi Natale con Aldo, Giovanni e Giacomo, passando attraverso l’accoppiata di cartoon evoluti di Zemeckis quali Polar Express e A Christmas Carol, il post-buonismo italiano di Baci e Abbracci di Virzì, i classici come Bianco Natale con Bing Crosby che ci strazia il cuore cantando un White Christmas clamoroso, le serie interminabile (verrebbe da dire “purtroppo”) di Vacanze di Natale ovvero dei vari Natale a… e tanti altri.
Però… però… però c’è anche un altro tipo di Natale sugli schermi. Meno accomodante, meno romantico, meno dolce. Vengono così in mente, benché in misura inferiore rispetto ai succitati, alcuni titoli, per esempio…
Cartoni animati, zucchero, colori pastello, ma che dire di Nightmare Before Christmas e del suo protagonista Jack Skeletron? Per la maggior parte delle persone si tratta di un film di Tim Burton perché il dark glamour è tutto suo e in effetti il soggetto arriva proprio da lì, ma il regista è Henry Selick, che fa un lavoro eccellente con la stop-motion, tecnica che venne al mondo grazie agli immortali Willis O’Brien (King Kong su tutti) e al suo pupillo Ray Harryhausen (Gli argonauti su tutti).
Ingiustamente non riconosciuto come uno tra i massimi film di Mario Monicelli, Parenti serpenti è una dark comedy che graffia fino a far vedere il sangue. Tutti i figli sparsi per la penisola riuniti dai genitori anziani che sono rimasti al paesello, abitudini reiterate nei decenni, nipoti che crescono, folklore rispettato, usanze che si innestano su una nuova (im)moralità e infine le infelicità e le incongruenze vengono fuori, in un assommarsi geniale e spietato di azioni che cancellano la patina di affetto e di unione che si presume esserci nelle famiglie.
E se per Natale vi regalassero uno dei Gremlins? Che tipo di Natale sarebbe? L’idea venne a Roald Dahl (vi dicono qualcosa i suoi Il GGG, James e la pesca gigante, La fabbrica di cioccolato, Furbo, Il signor Volpe etc.?) e divenne sceneggiatura per mano di Chris Columbus mentre alla voce produzione si segnò Steven Spielberg. La regia fu data al creativo Joe Dante, uno dei tanti geni non troppo compresi da Hollywood e dintorni.
Regista quasi sempre dissacrante e spesso affilato, Terry Zwigoff (il suo film migliore resta Ghost World), rivede a modo suo lo spirito natalizio girando Babbo bastardo. Aldilà del titolo italiota, come sempre avente come unico obiettivo l’incuriosire il pubblico che si presume boccalone (in originale è un più accettabile Bad Santa), il lungometraggio – l’ultimo girato dal grande John Ritter – racconta di un paio di delinquenti che provano a sfruttare il momento dei regali per portare a termine i loro intenti criminali. Non si salva quasi nessuno: nani, grassone, ritardati mentali, salvo una spruzzata di umanità nel finale.
Last but not least, poteva mancare anche un film horror ambientato durante il Natale? In effetti, no, ecco pertanto a voi dal 1974 Black Christmas (in evidente antagonismo col White Christmas già menzionato), girato da Bob Clark, poi divenuto noto per una divertente perla del trash, ovvero Porky’s – Questi pazzi porcelloni! In questo film che più che “black” avrebbe dovuto essere “red” dato che il sangue scorre a fiotti (non a caso il sottotitolo italiano recita tra parentesi Un Natale rosso sangue), tutto si svolge in un collegio femminile che viene infestato di morti violente. Curioso come proprio lo stesso Clark, a una decina d’anni dal titolo di cui sopra, sia tornato a parlare del Natale con A Christmas Story – Una storia di Natale, pellicola nella quale un regalo trovato sotto l’albero porta alla tragedia. Una sorta di filmmaker seriale sul tema del 25 dicembre!

"Parenti serpenti" - Mario Monicelli - Movie Xmas! Ricamo Editoriale Domiziano Pontone
Movie Xmas! – “Parenti serpenti” – Ricamo Editoriale

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